in , , ,

Cartelle bloccate fino al 15 ottobre, Tosap e Cosap sospese per tutto il 2020

Cartelle bloccate fino al 15 ottobre, Tosap e Cosap sospese per tutto il 2020 thumbnail

ServizioVerso il decreto agostoNel pacchetto fiscale del decreto agosto il rinvio del 50% delle tasse congelate durante il lock down e il rifinanziamento del cash back. Allo studio un bonus sui consumi ma solo con pagamenti elettronicidi Marco Mobili ed Emilia PattaDecreto di agosto: cartelle bloccate fino al 15 ottobreNel pacchetto fiscale del decreto agosto il rinvio del 50% delle tasse congelate durante il lock down e il rifinanziamento del cash back. Allo studio un bonus sui consumi ma solo con pagamenti elettronici5′ di letturaRinvio del 50% delle tasse sospese durante i tre mesi di lockdown e proroga a fine anno della Tosap e della Cosap per sostenere turismo e ristorazione. Rifinanziamento dell’operazione cashback da far decollare il 1° gennaio 2021 e sostegno immediato ai settori più colpiti dalla crisi economico-sanitaria con una partecipazione dello Stato alle spese sostenute dai cittadini che pagano con moneta elettronica. A valorizzare il pacchetto fiscale il rinvio di 60 giorni della ripresa della riscossione ordinaria. Le circa 6,7 milioni di cartelle che Agenzia Entrate-Riscossione è pronta a notificare dal prossimo 1° settembre ai contribuenti morosi saranno inviate a imprese e cittadini solo dopo il 15 ottobre 2020. Sei settimane di respiro in più per i contribuenti in difficoltà che allinenano la ripresa della riscossione al termine (salvo nuove proroghe) dello stato di emergenza.Le richieste delle imprese sul tavolo del MefSul tavolo del Mef ci sono anche alcune richieste mirate presentate dalle imprese chiamate a fare i conti con bilanci in rosso e perdite di fatturato ancora a due cifre anche nel mese di giugno. Tra queste la possibilità di recuperare da subito l’Iva per crediti non riscossi da imprese entrate in procedure concorsuali. Non solo. Le imprese tornano a chiedere quanto già avevano chiesto al Governo in pieno lockdown, ossia la detassazione in capo ai dipendenti delle erogazioni dei datori di lavoro. Il caso più ricorrente nei mesi della crisi sanitaria sono state le somme erogate dalle imprese in favore dei loro dipendenti per coprire la differenza tra la busta paga ante pandemia e l’importo della cassa integrazione percepito dal lavoratore. Somme che dovrebbero essere considerate esentasse per il lavoratore che le percepisce.L’operazione cash backA tenere banco negli ultimi giorni è comunque l’operazione cash back. A Londra per tutto il mese di agosto arriva «Eat out to help out» con cui si potrà pranzare e cenare nei ristoranti da lunedì al mercoledì a spese dello Stato per almeno il 50% con un costo massimo di 10 sterline. Bevande alcoliche escluse (si veda Il Sole 24 Ore di ieri, 4 agosto). Un’operazione che, con l’obiettivo di contrastare l’evasione, il Governo italiano ha in realtà avviato a fine 2019 con l’idea di restituire parte della spesa sostenuta dai cittadini che rinunciano ai pagamenti in contanti e utilizzano la moneta elettronica. Sospesa per il Covid e lasciata a secco dal decreto rilancio per l’anno 2021 (i tre miliardi stanziati sono andati a finanziare buona parte dei 6,2 miliardi stanziati per gli aiuti a fondo perduto per le partite Iva), l’operazione cash back è pronta a tornare alla ribalta.Obiettivo: ridurre l’uso del contanteIl tutto con una serie di interventi mirati. Ci sarà un nuovo finanziamento (si ipotizzano 1,5 miliardi) in grado di assicurare la piena operatività già dal 1° gennaio del cash back con cui si punta ridurre l’uso del contante attraverso un conflitto di interessi: il cittadino che compra un qualsiasi bene o paga una prestazione di servizi con carte di debito, di credito o qualsiasi altra forma evoluta di pagamento elettronico beneficerà di uno sconto e si vedrà restituire una quota della spesa sostenuta.Le formule per il rilancio dei consumiSenza aspettare il 2021 il Governo con il decreto agosto conta di ricorrere da subito a forme di ristoro automatico per sostenere le spese e i consumi dei settori in crisi dalla ristorazione, su cui spingono di più i Cinque Stelle, all’abbigliamento e calzature, dai mobili agli elettrodemestici, comparti citati come prioritari dalla sottosegrataria al Mise del Pd Alessia Morani. Tutto, a patto che il pagamento del cittadino sia rigorosamente cashless. Tra le ipotesi presentate da M5S il bonus ristoranti potrebbe prevedere un rimborso del 20% della spesa sostenuta, con un tetto massimo e operativo da settembre a dicembre. Il rimborso potrebbe inoltre arrivare o direttamente sul conto corrente o, come seconda opzione, iscrivendosi ad una App.Il costo dell’operazione si attesterebbe a circa un 1 miliardo. La volontà è quella di fare presto e permettere alla misura di essere operativa in tempi brevi, da qui la scelta di un ristoro legato ai pagamenti elettronici a beneficio della lotta all’evasione e di procedure semplici e rapide per rimborsi immediati sulle carte e sul conto corrente.

What do you think?

193 points
Upvote Downvote

Written by admin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nitrato d’ammonio: che cos’è, chi lo usa e perché è così esplosivo thumbnail

Nitrato d’ammonio: che cos’è, chi lo usa e perché è così esplosivo

«Il Libano ha meno di un mese di riserve di grano» thumbnail

«Il Libano ha meno di un mese di riserve di grano»