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Cartabia: «Il Parlamento legifera, la Consulta cancella ciò che non va»


premio spadolini a Castiglioncello

La presidente ha parlato gli interventi della Corte su legge elettorale e caso Cappato. E parlando del Covid che l’ha colpita ha ricordato che è «un nemico invisibile»

di Nicoletta Cottone

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La presidente ha parlato gli interventi della Corte su legge elettorale e caso Cappato. E parlando del Covid che l’ha colpita ha ricordato che è «un nemico invisibile»

3′ di lettura

CASTIGLIONCELLO – «La tendenza generale in tutto il mondo occidentale, non solo in Italia, è quella di mettere in termini giuridici decisioni politiche», ma la Corte Costituzionale, che risponde a domande di costituzionalità, «non può legiferare, questo spetta al Parlamento. La Corte può solo togliere, “cancellare” quello che non va». Lo ha detto la presidente della Corte Costituzionale, Marta Cartabia, parlando della legge elettorale nel corso della conversazione con Paolo Mieli a Castiglioncello (Livorno), in occasione della consegna del Premio speciale Cultura Politica, intitolato a Giovanni Spadolini.

Gli interventi su legge elettorale e caso Cappato

Sul fronte della legge elettorale Marta Cartabia ha ricordato che la Corte è intervenuta per la prima volta nel 2014 e ha eliminato gli eccessi, «i troppi premi alla maggioranza», sbilanciati: «ci aspettavamo quindi una riforma fatta in Parlamento. Non può legiferare la Corte Costituzionale». Altra sollecitazione sul caso Cappato, per la morte di dj Fabo, in cui la Corte Costituzionale è stata coinvolta dal giudice del processo su una norma penale degli anni ’30. In questo caso la Corte «ha sospeso il giudizio per dare ruolo al Parlamento»: ma poi trascorso un anno e non vedendo “segnali”, «la Corte ha dovuto decidere».

Fra i valori che la Corte deve garantire la centralità del Parlamento

La presidente della Corte costituzionale ha sottolineato come la collaborazione tra le istituzioni sia «importante, fondamentale», precisando che non si devono però confondere i ruoli. Collaborare tra istituzioni «vuol dire confrontarsi, ma ognuno deve fare la sua parte. E tra i valori che la Corte deve garantire c’è proprio la centralità del Parlamento. La Corte è un’istituzione che risponde a ciò che le viene chiesto. E il giudice ha sempre l’obbligo di rispondere».Marta Cartabia ha ricordato che «la Corte non ha un programma di azione, il Parlamento sì». La Corte, ha spiegato Cartabia, che dal 14 settembre tornerà al suo incarico universitario alla Bocconi, «può eliminare quello che non funziona e lasciare gli spazi vuoti che il Parlamento ha il compito di riempire».

Un percorso culturale basato sul confronto e sull’integrazione

L’onorificenza, che ha l’Alto patronato del presidente della Repubblica, è stata consegnata a Marta Cartabia dal sindaco Daniele Donati e da Cosimo Ceccuti, presidente della fondazione “Giovanni Spadolini – Nuova Antologia”. «L’Italia in Europa è il titolo di uno dei libri di Marta Cartabia – riporta la motivazione del premio – ma è anche la sintesi del suo percorso culturale basato sul confronto e sull’integrazione tra i diversi ordinamenti». La motivazione ha ricordato che Marta Cartabia è la «prima donna a guidare la Consulta. Il suo esempio dimostra che è possibile sfondare il “soffitto di cristallo” che spesso blocca le donne competenti sulla soglia della stanza del potere, ma è anche la testimonianza che con intelligenza, impegno, passione e competenza si può incidere sulla realtà che ci circonda. Sono i valori di “quella certa idea dell’Italia” cara a Spadolini e la motivazione più profonda per questo riconoscimento».

I cittadini esercitino il senso critico

La presidente ha ricordato, rispondendo alle domande di Mieli, che «la politica ha bisogno di ascoltare la cultura. Adesso si fa politica attraverso strumenti diversi. Questi sono stati anni di esplosione dei social media e di tutto quello che comporta. Forse sono stati anni anche di crisi dei partiti tradizionali e quindi a maggior ragione questa politica ha bisogno di cittadini consapevoli, cittadini che esercitino il senso critico, che attraverso il mare magnum che viene proposto dai media siano capaci di sviluppare un senso critico, siano attrezzati. La consapevolezza critica è fondamentale per l’esercizio dei propri diritti».

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