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Borse europee verso un avvio in calo. Brillante Shangai, bene Seul, piatte Tokyo e Hong Kong

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la giornata dei mercati

Le Borse del Vecchio Continente col fiato sospeso in attesa dell’esito del negoziato fiume tra i Paesi dell’Ue per arrivare a un accordo sul Recovery Fund. Enel (-1,2%) stacca il saldo del dividendo 2019, operazione che ha un effetto tecnico negativo dello 0,32% sull’indice milanese. Spread giù a 155 punti

di Enrico Miele

La giornata dei mercati

Le Borse del Vecchio Continente col fiato sospeso in attesa dell’esito del negoziato fiume tra i Paesi dell’Ue per arrivare a un accordo sul Recovery Fund. Enel (-1,2%) stacca il saldo del dividendo 2019, operazione che ha un effetto tecnico negativo dello 0,32% sull’indice milanese. Spread giù a 155 punti

3′ di lettura

Le Borse europee scommettono sulla “fumata bianca” Ue nel difficile negoziato sul Recovery Fund e chiudono quasi tutte in rialzo la seduta dopo le incertezze della mattinata. I mercati attendono così l’esito della maratona, in corso da giorni, per capire la reale entità degli aiuti che l’Europa metterà in campo per ripartire dopo l’emergenza Covid e, soprattutto, a quali condizioni per i Paesi membri, con il premier Giuseppe Conte che si dice «cautamente ottimista» prima di entrare alla nuova sessione plenaria (già slittata più volte). In attesa di notizie rassicuranti da Bruxelles, a trainare il Ftse Mib ci ha però pensato il risiko bancario, con l’indice in rialzo dell’1% che si conferma ai massimi da inizi marzo. La speranza di un accordo ha favorito anche i titoli governativi, con il rendimento del BTp 10 anni sotto l’1,1% e lo spread giù a 155 punti. Senza contare che sul principale indice milanese ha pesato per lo 0,32%, lo stacco del saldo (0,168 euro per azione) del dividendo 2019 di Enel (che infatti ha chiuso in fondo al paniere).

Scatta il risiko bancario, da Ubi (+14%) a Mps (+15%)

Le attenzioni di Piazza Affari si sono così concentrate sul futuro assetto del credito, con Ubi che ha guadagnato il 14% a 3,7 euro per azione dopo che Intesa Sanpaolo (+1,2%) ha migliorato, con una proposta anche in contanti, l’offerta pubblica per arrivare al controllo del gruppo (e i valori di Ubi si sono praticamente allineati alla nuova proposta). In rapida salita anche Banco Bpm (+5,5%) grazie alle indiscrezioni che la vedono in combinazione con UniCredit (con cui ci sarebbero stati contatti al vertice) o Mps (+15%). Tra i migliori titoli del Ftse Mib anche la holding Atlantia (+5,1%) in attesa che si definiscano i dettagli del riassetto per Autostrade per l’Italia e, soprattutto, si stabilisca un valore degli asset in concessione.

Stacco cedola per Enel, focus su Astaldi

E’ stata una giornata di stacco cedola, in particolare del saldo del dividendo 2019, per Enel (-1,25%): questa operazione, che riguarda la società a maggiore capitalizzazione del Ftse Mib, ha avuto infatti un effetto tecnico negativo dello 0,32% sull’indice. Fuori dal listino principale, invece, il costruttore Astaldi ha guadagnato l’1% dopo l’omologa del concordato da parte del Tribunale di Roma che apre le porte al riassetto con l’ingresso di WeBuild atteso per l’autunno.

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Spread in area 155 punti

Chiusura in calo per lo spread BTp/Bund che beneficia del rally dei titoli di Stato italiani mentre è ancora in corso il negoziato al Vertice Ue sul Recovery Fund. Sul mercato secondario Mts, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (IT0005403396) e il pari durata tedesco, e’ indicato a 155 punti base, in calo rispetto ai 163 punti del riferimento precedente. In discesa anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha concluso la seduta all’1,09% dall’1,18% di venerdì in chiusura.

Petrolio fiacco, si rafforza l’euro

Sul mercato valutario si è rafforzato l’euro che – dopo aver toccato i massimi da inizi marzo – verso fine seduta incrocia il dollaro a 1,1443 (1,1433 venerdì in chiusura) mentre la divisa unica vale 122,703 yen (122,44), con il rapporto dollaro/yen a 107,225 (107,10). Giornata fiacca, infine, per il greggio: il Wti di agosto è scambiato a 40,5 dollari al barile (-0,2%), il Brent di settembre a 43,1 dollari (-0,1 per cento).

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