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Bolzano accelera, nel pomeriggio aprono i negozi. Altre regioni in pressing, ma l’accordo con il governo è ripartire il 18 maggio



fase 2

Il Consiglio provinciale ha approvato in seduta notturna una legge che accelera la Fase 2 in Alto Adige. I negozi potranno aprire già nel pomeriggio. Lunedì 11 maggio toccherà a parrucchieri, bar, ristoranti e musei.

Il pressing di Zaia: il Veneto è pronto a riaprire tutto subito

4′ di lettura

Lo strappo è venuto dalla provincia autonoma di Bolazano. Il Consiglio provinciale ha approvato in seduta notturna una legge che accelera la Fase 2 in Alto Adige. I negozi potranno aprire già nel pomeriggio, dopo la pubblicazione sul Bollettino ufficiale, anche se la Provincia suggerisce ai commercianti di aprire comodamente da sabato mattina. Lunedì 11 maggio toccherà a parrucchieri, bar, ristoranti e musei. «La Provincia di Bolzano intende affrontare questa Fase 2 all’insegna dell’applicazione della nostra autonomia, dopo che Roma per settimane non ha ascoltato le richieste per una differenziazione regionale delle misure», ha sottolineato il presidente Arno Kompatscher. L’andamento dell’epidemia, che in Alto Adige ha portato ad avere un indice di contagio R0 al di sotto dell’1 (0,61, comunque più alto di Veneto e Lombardia che è 0,53). E questa è stata secondo il governatore la pre-condizione per arrivare a fissare le regole locali per la ripartenza. Per quanto riguarda gli spostamenti verso il resto del Paese, le lezioni scolastiche e universitarie, le manifestazioni sportive, valgono le normative nazionali.

Il pressing delle regioni
Da giorni è in corso un pressing delle regioni per rivendicare la possibilità di aperture differenziate in base ai dati territoriali sul contagi. E i governatori hanno preso in parola la disponibilità manifestata dal premier ad accelerare i tempi delle riaperture. Il 6 maggio, prima nel corso della conferenza delle Regioni e poi nel confronto con il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, sono tornati alla carica chiedendo di poter far tirare su le saracinesche ai negozianti al dettaglio già lunedì 11 maggio.

La frenata del governo
Boccia però ha risposto che prima del 18 è impossibile perché bisogna valutare l’andamento dei contagi dopo la fine del lockdown. Un primo controllo sull’andamento della curva epidemiologica ci sarà lunedì prossimo, 11 maggio, e nello stesso giorno si insedierà al Ministero della Salute un comitato scientifico per valutare sulla base di un algoritmo come procede la diffusione del virus regione per regione. Sulla base dei risultati, Ministero della Salute e Regioni decideranno se procedere a ulteriori allentamenti delle misure. Il monitoraggio prevede tre tipi di indicatori: quello sull’andamento dei casi (trend in miglioramento per il 60%), la capacità di fare tamponi e tracciare i positivi e l’ultimo che misura la velocità del virus (l’R-t deve essere inferiore a 1) e la disponibilità di posti letto in terapia intensiva e altri ricoveri.

Bonaccini: dal 18 maggio Regioni decidano in autonomia
Non a caso il governatore dell’Emilia Romagna e presidente della Conferenza delle regioni ha ribadito in giornata quella che al momento sembra la linea di compromesso con il governo centrale. «Abbiamo chiesto che dal 18 (maggio, ndr) – visto che il 17 scade il decreto del Governo – le Regioni possano decidere in autonomia». Certo, ha aggiunto il governatore emiliano, «sempre in contatto col Governo e col Ministero della Salute, perché dobbiamo verificare il rimbalzo di questa epidemia».

I malumori dei governatori
Resta il fatto che c’è chi tra i governatori ha più fretta di riprendersi il potere di decidere in autonomia le prossime tappe della Fase 2. «Sono pronto a far ripartire tutto anche prima del 18 maggio», ha confermato Luca Zaia, seguito a ruota dai presidenti di Friuli Venezia Giulia e Liguria, Massimiliano Fedriga e Giovanni Toti. In realtà il governatore del Veneto non vuole provocare alcuno strappo. E infatti sottolinea che le aperture avverranno «ovviamente» seguendo gli indicatori sanitari e i protocolli di sicurezza tra le parti sociali, che vanno però integrati dalle indicazioni dell’Inail che dovranno stabilire per le singole categorie le nuove disposizioni e che al momento non ci sono ancora.

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