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Billionaire, caccia a 11mila clienti: fate i test Ma molti sono entrati con nomi falsi

di Enrico Salvadori Gogna social o più genericamente caccia all’untore. Con la Sardegna dipinta come una nuova Codogno mentre tantissimi turisti si apprestano a rientrare a casa (in parecchi lo hanno già fatto) e altri sono in arrivo per settembre, sia italiani che stranieri. La folle estate del Covid lascia pesantissimi strascichi di ogni tipo nell’Isola. Che si ribella alla definizione di bomba epidemiologica coniata sui social e nel tam tam popolare. Persone più o meno famose sparano a zero. Intanto la Sardegna chiede che l’intesa sui tamponi e il trattamento dei casi positivi al Coronavirus sia vincolante per tutte le Regioni e non solo per il Lazio. “Il sistema dei controlli deve coinvolgere tutto il…

di Enrico Salvadori

Gogna social o più genericamente caccia all’untore. Con la Sardegna dipinta come una nuova Codogno mentre tantissimi turisti si apprestano a rientrare a casa (in parecchi lo hanno già fatto) e altri sono in arrivo per settembre, sia italiani che stranieri. La folle estate del Covid lascia pesantissimi strascichi di ogni tipo nell’Isola. Che si ribella alla definizione di bomba epidemiologica coniata sui social e nel tam tam popolare.
Persone più o meno famose sparano a zero. Intanto la Sardegna chiede che l’intesa sui tamponi e il trattamento dei casi positivi al Coronavirus sia vincolante per tutte le Regioni e non solo per il Lazio. “Il sistema dei controlli deve coinvolgere tutto il territorio nazionale nei luoghi dove la gente circola – spiega il governatore sardo Christian Solinas –. È inutile che facciamo i tamponi a chi viaggia sulla Olbia-Civitavecchia e poi qui arrivano da tutta Italia senza precauzione. Se vogliono fare della Sardegna un capro espiatorio, non lo permetteremo”.
E nella tempesta mediatica che
colpisce i locali sardi non c’è solo il Billionaire. “Sono esasperato, la Sardegna non è solo Flavio Briatore e il suo locale. Non deve passare questo messaggio” chiosa Luciano Guidi, il proprietario del ‘Phi Beach’, noto locale della Costa Smeralda. La replica di Guidi arriva dopo le parole dell’ex agente di Pamela Prati, Eliana Michelazzo, che in un’intervista ha affermato che nel locale di Arzachena “la pista centrale era stracolma di gente”. Un atto di accusa che la Michelazzo, ora in auto-quarantena, allarga anche al Billionaire. Il proprietario del ‘Phi Beach’ replica alla Michelazzo sottolineando “di aver superato una trentina di controlli senza che sia stata elevata una contestazione, di aver distribuito 4mila mascherine, di aver controllato la febbre. Le persone che sono entrate sia
in discoteca che al ristorante sono tutte tracciate e si può risalire a ognuno di loro”.
Il ‘Phi Beach’ ha avuto sette casi di positività e ha stoppato subito la movida concludendo anzitempo la stagione turistica estiva. Cosa che non è accaduta altrove in Sardegna, spiagge comprese. Nel frattempo sono tutti negativi i novanta tamponi eseguiti fra il personale del villaggio camping Isuledda, a Cannigione, dove si era registrata la positività di alcuni turisti. Adesso l’Unità di crisi Sardegna Nord della Regione aspetta i risultati delle decine di tamponi che sono stati eseguiti sui dipendenti dei maggiori locali di intrattenimento della Costa Smeralda: gli esiti sono attesi a ore. Mentre è partita la ricerca spasmodica dei clienti passati dal Billionaire (si calcola che potrebbero essere tra le 8 e le 11mila persone). Per questo da ieri nelle mani del responsabile dell’unità anti Covid del Nord Sardegna, Marcello Acciaro, c’è il registro del locale di Briatore. Ci sono annotati i nomi dei clienti, prenotati o richiesti all’ingresso della discoteca.
Ma c’è chi ritiene che molti abbiano fornito generalità e recapiti di telefono inesistenti. Come conferma il vice ministro della Salute Pierpaolo Sileri: “Rimango atterrito dal fatto che al Billionaire siano stati forniti dai clienti numeri e generalità falsi. Significa non avere la testa rivolta agli altri. Non so come verranno rintracciati questi soggetti, spero vengano trovati in altro modo, magari con la carta di credito. La Procura aprirà un’inchiesta su questo”. Anche l’opinionista Selvaggia Lucarelli non le manda a dire. “Il locale è al chiuso, le precauzioni dovevano essere triple. Non si ammalano per caso 70 persone dello staff. Non è questo il modo per ricominciare a vivere e neppure per fare business”.

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