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Bar, ristoranti, negozi, tutti gli aiuti per le riaperture: dal taglio delle tasse ai crediti d’imposta



decreto rilancio

Sono numerosi gli incentivi contenuti nel decreto Rilancio per consentire a bar, ristoranti e attività commerciali di riaprire i battenti nel rispetto delle nuove norme sulla sicurezza

di Andrea Gagliardi

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Sono numerosi gli incentivi contenuti nel decreto Rilancio per consentire a bar, ristoranti e attività commerciali di riaprire i battenti nel rispetto delle nuove norme sulla sicurezza

4′ di lettura

Crediti di imposta per la sanificazione e l’adeguamento dei locali alle nuove norme sul distanziamento sociale nonché per il pagamento degli affitti. E ancora, taglio delle tasse e contributi a fondo perduto. Sono molti gli aiuti contenuti nel decreto Rilancio per consentire a bar, ristoranti, alberghi e attività commerciali di riaprire i battenti nel rispetto delle nuove norme sulla sicurezza in funzione anti-Covid.

Credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro

Partiamo dalle attività di «sanificazione», considerate indispensabili per arginare il coronavirus. Ai soggetti «esercenti attività d’impresa, arte o professione, alle associazioni, alle fondazioni e agli altri enti privati, compresi gli enti del terzo settore», viene riconosciuto un credito d’imposta in misura pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020. Il credito d’imposta spetta fino a un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario. Sono ammissibili le spese sostenute per: la sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e degli strumenti utilizzati; l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, come mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione; di prodotti detergenti e disinfettanti; di termometri e termoscanner, di dispostivi per garantire la distanza di sicurezza interpersonale, come barriere e pannelli protettivi, comprese le eventuali spese di installazione.

Credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro

Non basta. Per sostenere l’adozione di misure legate alla necessità di adeguare gli ambienti di lavoro, è riconosciuto ai «soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico» un altro credito d’imposta, sempre in misura pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020, ma per un massimo di 80.000 euro. Ad essere incentivati sono gli interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie contro la diffusione del Covid-19, compresi quelli edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi e mense, per la realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni. Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni per le medesime spese.

Credito d’imposta per i canoni di locazione

E ancora. Ai «soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello, spetta un credito d’imposta nella misura del 60 per cento «dell’ammontare mensile del canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo». Il credito di imposta spetta alle strutture alberghiere indipendentemente
dal volume di affari registrato nel periodo d’imposta precedente.

Niente Tosap per bar e ristoranti

Per l’occupazione di suolo pubblico bar e ristoranti non pagheranno la tassa di occupazione del suolo pubblico fino al 31 ottobre 2020. Non solo. Fino a quella data sono previste procedure semplificate per l’autorizzazione all’installazione temporanea su strada di strutture amovibili, quali dehors, tavolini, sedute e ombrelloni, al fine di assicurare il rispetto delle misure di distanziamento connesse all’emergenza da Covid-19 .

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