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Autostrade, cosa c’è scritto nella nuova proposta al governo



Infrastrutture

La lettera inviata al Mit ruota intorno a mantenimento degli impegni sugli investimenti, nuove tariffe, aumento di capitale e rivisitazione della revoca prevista nel Milleproroghe

di Laura Galvagni

Autostrade, Conte: Aspi faccia proposta vantaggiosa o sarà revoca

La lettera inviata al Mit ruota intorno a mantenimento degli impegni sugli investimenti, nuove tariffe, aumento di capitale e rivisitazione della revoca prevista nel Milleproroghe

2′ di lettura

La parola passa adesso al ministero delle Infrastrutture. Perché nel tardo pomeriggio di sabato 11 luglio Autostrade per l’Italia ha inviato la proposta su un potenziale nuovo schema di accordo. Una lettera ricca di allegati tecnici che, stando a quanto riferito dalla società, ottempera a tutte le richieste avanzate dal governo durante il tavolo di confronto con le Infrastrutture. I capisaldi sui quali si fonda l’offerta sono due: il mantenimento degli impegni sul fronte degli investimenti, ossia i 14,5 miliardi a suo tempo dichiarati, e l’accettazione del modello Art (quello definito dall’Autorità dei trasporti) per quanto riguarda le tariffe sui nuovi investimenti.

Accanto a questi due pilastri, altri due aspetti tutt’altro che secondari: l’impegno a portare in consiglio di amministrazione di Aspi un aumento di capitale funzionale al riassetto azionario della compagnia e infine una nuova «formula» che rivisita un passaggio cruciale del Milleproproghe, ossia quello della revoca unilaterale della concessione.

Le novità su investimenti e pedaggi

Al capitolo investimenti, il principio è mantenere fede al precedente maxi piano e in aggiunta dar seguito a una sorta di programma di «compensazione» da complessivi 3,4 miliardi, da dettagliare ancora rispetto ad alcuni impegni già assunti: 1,5 miliardi in termini di taglio della tariffa, 700 milioni aggiuntivi in manutenzione e 800 milioni per Genova. In tema pedaggi, si tratta di accettare il modello Art che garantisce una remunerazione sugli investimenti stimata attorno al 7,09%, ossia diversi punti percentuali in meno di quanto riconosciuto fino ad ora (circa l’11%).

L’aumento di capitale con F21 e Cdp

Quindi c’è il tema dell’aumento di capitale da portare in cda. La nuova proposta dovrebbe essere vicina ai 3 miliardi e funzionale a favorire l’ingresso nell’assetto azionario di nuovi soci, in primis F2i e Cdp. Operazione che andrà di fatto a diluire Atlantia, controllata dalla Edizione della famiglia Benetton, a favore di un maggior peso dei nuovi azionisti, anche in termini di governance.

La rivisitazione del Milleproroghe e la questione Telepass

Più complessa la questione riguardante la revoca della concessione contemplata dal Milleproroghe. L’azienda, su indicazione del ministero, ha avanzato una propria proposta per circoscrivere l’area di efficacia della norma, laddove si parla di revoca unilaterale della concessione. Si punterebbe a circoscrivere l’efficacia della revoca al solo caso in cui di verifichi «un’interruzione grave e non riparabile di uno snodo fondamentale della rete». Basterà a trovare la quadra con il governo? Lo vedremo nei prossimi giorni. Fermo restando pure il tema della cessione di asset come Telepass, su cui secondo alcune interpretazioni lo Stato potrebbe esercitare anche la golden power.

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