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Autostrade, accordo vicino tra Atlantia e Cdp. Giovedì cda straordinario



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Schiarita nelle trattative tra Governo e Benetton: Aspi verso una valutazione pari a 11 miliardi. Closing entro la primavera del 2021

Autostrade, Conte: nuova concessione tutelerà interesse pubblico

Schiarita nelle trattative tra Governo e Benetton: Aspi verso una valutazione pari a 11 miliardi. Closing entro la primavera del 2021

3′ di lettura

La svolta tra Cdp e Atlantia potrebbe essere ormai imminente. Secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg, la famiglia Benetton starebbe lavorando con il governo per una soluzione in due tappe. Il punto di arrivo, come era stato concordato in luglio, prevede che Edizione, attraverso la sua controllata (al 30%) Atlantia, si sganci da Aspi, titolare della concessione su Autostrade, e questa trovi una nuova sistemazione, con l’ingresso con una quota importante di Cdp. Questa sarebbe solo una delle possibilità e il piano è ancora preliminare, secondo l’agenzia di stampa. I lavori sono in corso: in giornata è previsto un incontro tra Palermo di Cdp e Bertazzo di Atlantia. Giovedì è convocato un cda straordinario di Atlantia. Il ministro Gualtieri, sempre giovedì, riferirà sul dossier in Parlamento.

Valutazione da 11 miliardi

Il percorso in due tappe, secondo la ricostruzione, prevede che una quota pari al 70% di Aspi venga scorporata da Atlantia (attualmente all’88%). La nuova società – quotata – sarebbe a questo punto oggetto di un aumento di capitale da sei miliardi, riservato all’ingresso di Cdp e di altri investitori. I mezzi freschi in entrata nella società sarebbero poi usati per quattro miliardi – per pagare una parte di debito di Autostrade e il resto per comprare il rimanente 18% che Atlantia ha ancora nella società, post spin off. L’operazione comporta una valutazione iniziale di Aspi pari a 11 miliardi di euro e dovrebbe essere completata nella primavera del 2021.

Settembre, mese decisivo

Archiviate le ferie d’agosto il governo ritorna insomma al lavoro sui vari dossier che agitano la maggioranza: in primis Autostrade per l’Italia. E settembre dovrebbe essere il mese decisivo per trovare una soluzione all’annosa questione che si trascina ormai da due anni, ossia dal crollo del Ponte Morandi nell’agosto del 2018. Proprio per giovedì è prevista una «riunione straordinaria» del Consiglio di Amministrazione di Atlantia che esaminerà il doppio percorso che è stato aperto dal Cda del 4 agosto: uno è la scissione e l’altro è la vendita sul mercato fino all’88% attraverso un’asta competitiva. Intanto dietro le quinte proseguono i contatti tra Atlantia e Cassa Depositi e Prestiti. «Stiamo continuando a lavorare», afferma in un’intervista l’amministratore delegato di Cdp, Fabrizio Palermo.

Palermo: «Ci stiamo avvicinando. Auspico intesa in tempi stretti»

Il confronto va avanti e certo, come sempre accade quando ci sono tanti interessi in gioco, economici e politici, non appare privo di insidie «non è affatto una trattativa semplice», ammette Palermo che però aggiunge: «Ci stiamo avvicinando. L’auspicio è che vada in porto in tempi stretti». È la conferma che il confronto è ancora in corso ma che – dicono persone vicine al dossier – procede positivamente. Questo anche se un accordo non c’è ancora e chiaramente potrebbe servire del tempo. Certo si lavora a ritmi serrati e non è nemmeno escluso che possa esserci una sorpresa che sblocchi il dossier, proprio in coincidenza con l’audizione che il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri farà alla commissione vigilanza parlamentare su Cdp proprio sulla vicenda Aspi.

La Borsa saluta la schiarita sul dossier

A fiutare aria positiva è anche la borsa che fa correre il titolo di Atlantia, tanto che nel corso della seduta di martedì 1 settembre balza del 2,2% prima di chiudere a +1% in una giornata in cui il listino generale di Piazza Affari è invece leggermente negativo. Così il cda di Atlantia fissato per giovedì proseguirà i lavori avviati con l’ultima riunione. L’idea della società controllata dai Benetton è quella di proseguire sulla doppia strada indicata ad agosto, con due possibili e diversi iter che – secondo Atlantia – consentirebbero in ogni caso a Cdp di entrare. Il primo percorso è la vendita dell’88% di Aspi con asta competitiva che però quando è emerso è stato subito contestato da alcune forze politiche. Il secondo iter, invece, prevede la scissione proporzionale di Aspi da Atlantia e la conseguente quotazione in Borsa. In entrambi i percorsi sarebbe possibile un ingresso di Cdp per poi andare, in 18 mesi, all’uscita dei Benetton da Autostrade. Lo schema, reso noto il 6 agosto, seppure adombrato da Atlantia nella prima lettera al Governo, non era stato letto positivamente e non collimava con lo schema di Cdp che invece era a favore dei passaggi «scissione-quotazione-aumento di capitale al prezzo dell’Ipo». Ma da allora sono passate molte settimane.

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