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Atlantia batte in ritirata dopo la volata. Attesa per decisioni cda

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(IMAGOECONOMICA)Il board dovrebbe varare la scissione della controllata Aspi, che secondo indiscrezioni di stampa potrebbe essere valutata 11 miliardi. Il valore, però, sarà probabilmente stabilito da una banca indipendente2′ di letturaAtlantia batte in ritirata in Borsa, dopo la volata del 16,2% del 2 settembre. I titoli perdono oltre il 3%. Le prese di beneficio, commentano i trader, sono fisiologiche dopo lo strappo, innescata dalle indiscrezioni in base alle quali è imminente un accordo tra Atlantia e Cassa Depositi e Prestiti, a valle di un’intesa tra Governo e famiglia Benetton, sulla scissione di Autostrade per l’Italia. Il percorso, però, è ancora impervio, con numerosi dettagli che vanno definiti, a partire dalla valutazione effettiva di Aspi.Intanto si è tenuto un lungo faccia a faccia tra Fabrizio Palermo, numero uno di Cdp, e Carlo Bertazzo, ceo di Atlantia. Secondo Il Sole 24 Ore si sono creati i presupposti per una intesa in grado di soddisfare entrambe le parti.Intanto si riunirà il board di Atlantia che dovrebbe avviare il piano di scorporo di Aspi, che poi potrebbe avvenire con la vendita della quota dell’88% del capitale tramite una gara internazionale o con una scissione proporzionale della controllata autostradale. Quest’ultima possibilità pare la più accreditata. Il board probabilmente chiederà anche una valutazione della controllata a una banca indipendente. D’altra parte, come sottolinea Il Sole, il valore dipenderà dal nuovo Piano Economico Finanziario che approverà il Ministero delle Infrastrutture e dagli investimenti in programma fino al 2038. Secondo altri organi di stampa il confronto tra Cdp e Atlantia sta andando avanti, ma ancora non c’è accordo sul prezzo. Comunque il via libera del board alla scissione è fondamentale alla luce del piano di riassetto su cui stanno ragionando Atlantia e Cdp. Sempre secondo Bloomberg, l’operazione avverrebbe in due step: prima sarebbe varata la separazione del 70% del capitale che verrebbe collocato in una Newco, che si accollerebbe anche parte dei debiti (per il Sole circa 3 miliardi). Successivamente la stessa Newco lancerebbe un aumento di capitale da 5-6 miliardi, da utilizzare sia per abbattere il debito, sia per comprare il restante 18% di Aspi ancora in mano ad Atlantia. Alla fine dell’operazione la cordata formata da Cdp e fondi internazionali deterrebbe il 51% di Aspi, mentre il 40% sarebbe quotato sul mercato e il 12% rimarrebbe agli attuali due soci di minoranza, Allianz e Silk Road. «In questo quadro la holding guidata da Carlo Bertazzo avrà un beneficio tra incasso (per la vendita alla Newco del 18%) e rimborso del debito (circa 3 miliardi) nell’ordine di 5-6 miliardi e i soci di minoranza Allianz e Silk Road non si vedranno diluiti in quanto la ricapitalizzazione avverrà nella Newco e resteranno fermi al 12%», spiega Il Sole 24 Ore. Gli analisti di Equita consigliano cautela sulle azioni di Atlantia (Hold), sebbene ammettano che un’effettiva valutazione di Aspi attorno a 11 miliardi spingerebbe ancora in alto le quotazioni: il mercato è come se valutasse la controllata quasi la metà, ossia attorno a 6 miliardi.(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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