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Assenze a scuola, nessun certificato per tornare in classe al di fuori dei casi Covid. Ecco il vademecum


emergenza coronavirus

In caso di malessere non legato al Covid l’alunno (ad eccezione della scuola dell’infanzia) può tornare in classe senza certificato medico. Una norma questa contestata dai presidi. Ma nel Lazio con assenze superiori a 5 giorni vige l’obbligo di certificato.

di Andrea Gagliardi

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In caso di malessere non legato al Covid l’alunno (ad eccezione della scuola dell’infanzia) può tornare in classe senza certificato medico. Una norma questa contestata dai presidi. Ma nel Lazio con assenze superiori a 5 giorni vige l’obbligo di certificato.

2′ di lettura

Con la riapertura della scuola, si conosce tutto sulla procedura da seguire in caso di sintomi riconducibili al Covid o di acclarata positività. Ma che fare in presenza di un semplice raffreddore? Servono certificati per tornare a scuola? Nel caso di temperatura sopra i 37,5° o di sintomi sospetti (come la tosse) i genitori devono chiamare il pediatra per un consulto telefonico. Senza recarsi nello studio di persona. Sarà il medico a indirizzare alla Asl per il tampone o a prescrivere un’altra cura. Se l’esito del tampone è positivo la Asl prescriverà la quarantena ai genitori, presumibilmente alla classe e ai docenti venuti in contatto con l’alunno nelle 48 ore precedenti i sintomi. Il tutto in attesa dell’esito dei tamponi. Per tornare a scuola l’alunno positivo dovrà portare un certificato in cui risulta negativo a due tamponi consecutivi.

Presidi: dopo 3 giorni assenza obbligo certificato
In caso di malessere non legato al Covid l’alunno (ad eccezione della scuola dell’infanzia) può tornare in classe senza certificato medico. Una norma questa contestata dai presidi che, in caso di assenza sopra i tre giorni per malessere non riconducibile al Covid, chiedono venga reintrodotta l’obbligatorietà del certificato di riammissione a scuola. «In materia sanitaria non interveniamo, ma chiedo che ci sia chiarezza: la riammissione a scuola, ad oggi, diversamente da come avveniva in passato, avviene senza certificati medici. Se uno studente si assenta e la scuola non sa il perché (ovvero non rientra nei casi Covid, ndr) potrebbe avere anche il virus ma se nessun medico lo ha visitato saremmo di fronte a una riammissione non ottimale. Allora bisognerebbe reintrodurre un obbligo di certificazione al rientro. Almeno sopra i tre giorni di malattia» ha proposto (finora senza esito) il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli.

Sistema tamponi sotto pressione
Ma su questo tema le regioni si muovono in ordine sparso. Nel Lazio ad esempio, in caso di assenze superiori a 5 giorni vige l’obbligo di certificato medico. E in generale alcuni istituti, per assenze non dovute a malattia (visite mediche di routine, vacanze, ecc.) chiedono una autocertificazione dei genitori. Resta un rischio sullo sfondo. Quello che salti il sistema dei tamponi. Durante l’anno scolastico, infatti, avviene di frequente che un bambino o un adolescente abbiamo febbre, tosse o raffreddore. Ma, come sappiamo, questi ultimi sono tutti sintomi compatibili con il Covid. Se per consentire ai figli di essere riammessi in classe ogni volta la famiglia deve rivolgersi alla Asl per effettuare un tampone, saranno inevitabili laboratori pubblici sotto pressione e lunghe attese.

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