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Allarme mascherine: «In mare sono più delle meduse»



rifiuti biomedicali

L’Ispra ha stimato per tutto il 2020 tra 160mila e 440mila tonnellate di dispositivi anti Covid-19 da trattare come spazzatura indifferenziata. Gli inceneritori non bastano, soprattutto al Sud

di Jacopo Giliberto

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L’Ispra ha stimato per tutto il 2020 tra 160mila e 440mila tonnellate di dispositivi anti Covid-19 da trattare come spazzatura indifferenziata. Gli inceneritori non bastano, soprattutto al Sud

2′ di lettura

Il primo segnale è arrivato dal pellicano, cioè battello spazzino che ripulisce dalla sporcizia l’acqua del porto di Ancona. Mentre a Venezia la clausura produceva video di visitatori in visibilio per le acque trasparenti dei canali (è un fenomeno normale, ma non ditelo ai turisti), ad Ancona il pellicano ha cominciato a estrarre dall’acqua del porto le mascherine celestine che galleggiavano sul filo della corrente e Rodolfo Giampieri, presidente dell’Autorità del porto, ha dovuto prendere atto delle presenze «sempre più massicce di mascherine e guanti, prima inesistenti». E dalla Francia l’associazione Opération Mer Propre (Operazione Mare Pulito) stimava che il mare è popolato «più da mascherine che da meduse».

Ecco l’allarme mascherine. Le K95 bianche e spesse, le Ffp2 con il bottone di sfiato oppure le più comuni chirurgiche leggerissime da mesi sono diventate presenze lorde e incivili negli angoli delle strade, ai bordi delle aiole e perfino sulle spiagge. «Ritorniamo a ricevere fotografie, soprattutto nelle località estive di mascherine monouso abbandonate», protesta la Legambiente Campania.

Incenerire, non disperdere

Con la riapertura delle scuole se ne stimano altri 11 milioni al giorno da gettare — raccomandano le aziende di nettezza urbana, gli esperti dell’Ispra e dell’Iss e il ministero dell’Ambiente — nella spazzatura indifferenziata. Le mascherine usate vanno nella spazzatura generica e non nelle raccolte differenziate in modo che la destinazione finale sia l’inceneritore, impianto che da mostro orribile e contaminante diventa igienico e provvidenziale distruttore di contagi.

«Purtroppo gli inceneritori non bastano, soprattutto nel Mezzogiorno dove questi impianti sono una rarità — avverte Chicco Testa, esperto di ecologia e presidente dell’Assoambiente — e di conseguenza un gran numero di rifiuti e di mascherine sanitarie usate non vengono distrutti ma finiscono nelle discariche o, peggio, dispersi nell’ambiente».

Oltre 160mila tonnellate

Quante sono le mascherine prodotte e gettate ogni giorno?

Escorte galati

Rizolvere problemini di eiaculazione

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