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Alitalia, lo scontro nel governo sulle nomine ritarda la Newco



Il salvataggio

Veti contrapposti sulle candidature. Il Pd appoggia Lazzerini, il M5S appoggia Eberhart (Air Dolomiti) e il piano Lufthansa

di Gianni Dragoni

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4′ di lettura

Molti annunci, ma pochi fatti. Il governo litiga per le nomine dei vertici della Nuova Alitalia, la Newco pubblica che dovrebbe avere una dote di tre miliardi di euro e rilevare parte delle attività della compagnia in amministrazione straordinaria. C’è un confronto serrato tra Palazzo Chigi, Mef, ministero dei Trasporti e Mise. Ma la Newco non c’è ancora, malgrado gli annunci di un’«imminente» costituzione fatti venerdì 12 giugno dalla ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, e di decisioni da prendere «in settimana» per avviare la Newco, aveva assicurato Palazzo Chigi il 14 giugno.

Il «concerto» di quattro ministeri
Secondo il decreto legge Rilancio, che è all’esame della Camera e poi dovrà andare al Senato, verrà costituita una nuova società controllata dal Mef (o da una sua controllata), con una dotazione di 3 miliardi, da versare anche per successivi aumenti di capitale. Il decreto del Mef deve avere il «concerto», cioè il consenso _ nell’ordine _ dei ministri dei Trasporti, dello Sviluppo economico, del Lavoro, cioè De Micheli (Pd), Stefano Patuanelli (M5S) e Nunzia Catalfo (Italia Viva).

Mit contro Mise
La ministra De Micheli ha di fatto scippato il dossier al Mise, nel momento in cui Alitalia dalla procedura di amministrazione straordinaria, sottoposta alla vigilanza del Mise, passerebbe a essere una nuova società con normale operatività, almeno fino al prossimo collasso economico-finanziario. Secondo il decreto l’atto costitutivo della Newco nomina anche i vertici della società. E quindi è in pieno svolgimento la battaglia sulle nomine, mentre nessuno in sostanza pare preoccuparsi del piano industriale della nuova compagnia: flotta, perimetro di attività, alleanze, occupazione, esuberi.

I candidati, da Lazzerini a Eberhart
De Micheli sponsorizza la nomina ad amministratore delegato di Fabio Lazzerini, direttore commerciale di Alitalia, la cui candidatura è appoggiata dal ministro capodelegazione del Pd, Dario Franceschini. Il Mise insieme alla senatrice del M5S Giulia Lupo, la ex hostess che ha influenzato le scelte di Patuanelli e il cambio dei commissari in dicembre con la nomina dell’avvocato Giuseppe Leogrande, avrebbe voluto che la Newco venisse guidata dal manager che hanno scelto come d.g. di Alitalia, Giancarlo Zeni. Poiché il tandem Leogrande-Zeni è stato scartato dal Pd, Patuanelli e Lupo vedrebbero bene il manager di Lufthansa che guida Air Dolomiti, Joerg Eberhart.

Il piano Lufthansa
Del resto Patuanelli e Lupo appoggiano il progetto di Lufthansa per diventare partner commerciale forse futuro proprietario di una mini-Alitalia: per questo il presidente e a.d. di Air Dolomiti, che è controllata al 100% da Lufthansa, per loro sarebbe un candidato perfetto.

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