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Alex, nel suo cuore e nelle sue vite i sogni di tutti noi


dopo l’incidente in toscana

Il campione di Bologna è diventato punto di riferimento imprescindibile non solo per il mondo dello sport tutto, ma il pensare libero e laico, nella sua totalità e complessità

di Dario Ricci

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(REUTERS)

Il campione di Bologna è diventato punto di riferimento imprescindibile non solo per il mondo dello sport tutto, ma il pensare libero e laico, nella sua totalità e complessità

3′ di lettura

Cqua nun ze n’essce: o ssemo ggiacubbini,
o ccredemo a la lègge der Ziggnore.
Si cce credemo, o mminenti o ppaini,
la morte è un passo cche vve ggela er core.

E da ieri sera, dal momento in cui s’è diffusa la notizia del drammatico incidente che ha coinvolto Alex Zanardi, che questo incipit di un celebre sonetto di Giuseppe Gioacchino Belli mi rimbomba, rimbalza nella testa, tra le tempie. Riflesso condizionato frutto di appassionate letture giovanili e dello shock prodotto dall’immaginare l’ennesimo sfregio, l’ennesima ferita, sul corpo già martoriato di uno dei più grandi campioni dello sport italiano di tutti i tempi.

Ma quel riflesso-ricordo meglio andava indagato, perché era ed è la chiave che apre l cammino lungo il sentiero dei sentimenti, e quindi, mescolando e miscelando logica ed emotività, indirizza verso il Senso e il Significato.
Se hai una fede, qualunque essa sia, Senso e Significato ti vengono comunque incontro, lungo quel sentiero, e a volte in modo consolatorio, altre in modalità più distaccata e gelida, danno forma e indirizzo a Tutto. Ma sei una fede non ce l’hai, e sia che tu viva tale condizione con umano rimpianto o titanico spirito di libertà, sei naturalmente portato a crearti un minimo pantheon di riferimento, un insieme, un gruppo, una cerchia di punti di contatto che, uniti, creino una rete che come Ottavia, la città immaginata da Calvino, permetta di salvaguardare tutto il Senso rimasto per sottrarlo dall’ineluttabile sprofondare nell’Abisso.

Ecco, di questo pantheon laico, se da sempre indaghi le sottili e al tempo stesso connessioni tra sport e vita, Alex Zanardi è uno dei cardini, dei bastioni portanti.

Perché Alex ha riscritto e modificato il Significato e il senso di parole come ‘vita’ e ‘destino’. Non solo Lazzaro, è stato Zanardi, letteralmente resuscitato da quel groviglio di lamiere in cui lo spaventoso incidente del 15 settembre 2001 sul circuito tedesco del Lausitzring aveva trasformato la sua Reynard-Honda; ma, più di Lazzaro, non solo è risorto, ma s’è pure reincarnato, per di più in un corpo stravolto da tanta offesa. E ancora, e inoltre, quel calvario doloroso e intimo ha spostato a tal punto i suoi assi cartesiani emotivi da permettergli di considerare quel giorno al Lausitzring non ‘l’evento’ fondante della sua esistenza, ma ‘un evento’, seppur dalle conseguenze decisive, di una vita che prima, durante e ancor di più dopo, era e sarebbe stata piena di tanto altro.

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