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Spid per accedere a Inps, Pec per le aziende, aumenti babysitter: che cosa cambia dal 1° ottobre


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Da ottobre novità importanti per fruitori di servizi Inps, imprenditori, famiglie che hanno contrattualizzato lavoratori domestici. Che cosa è necessario sapere

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(Unsplash)

Da ottobre novità importanti per fruitori di servizi Inps, imprenditori, famiglie che hanno contrattualizzato lavoratori domestici. Che cosa è necessario sapere

2′ di lettura

Spid richiesto per accedere ai servizi Inps, Pec obbligatoria per le aziende, entrata in vigore del nuovo contratto per badanti e babysitter: sono alcuni cambiamenti che ci aspettano dal 1° ottobre. Una data per cui è quindi meglio prepararsi, soprattutto chi è interessato da questi cambiamenti.

Spid per accedere a Inps

A partire dal 1° ottobre 2020 l’Inps non rilascerà più Pin come credenziale di accesso ai propri servizi. Il Pin sarà sostituito dallo Spid, il Sistema Pubblico di Identità Digitale che permette di accedere ai servizi online della pubblica amministrazione e che è necessario per accedere anche ad alcuni incentivi messi in campo dal governo per l’emergenza Covid come il bonus bici, per esempio.

Per chi attualmente sta usando il Pin, il passaggio allo Spid avverrà gradualmente: secondo le istruzioni fornite dalla circolare Inps 17 luglio 2020, n. 87, si prevede una fase transitoria che si concluderà con la definitiva cessazione della validità dei Pin rilasciati dall’Istituto.

Pec obbligatoria per le aziende

«Entro il 1° ottobre 2020 tutte le imprese, già costituite in forma societaria, comunicano al registro delle imprese il proprio domicilio digitale se non hanno già provveduto a tale adempimento». È quanto recita l’art. 37 del decreto legge del 16 luglio 2020, n. 76, il cosiddetto dl Semplificazioni. Il domicilio digitale è sostanzialmente, al momento, la Pec.

In caso di mancata comunicazione e/o aggiornamento della propria Pec entro il 1° ottobre 2020 potranno essere applicate sanzioni: per le società da 206 a 2.064 euro (il riferimento è l’articolo 2630 del codice civile) e per le imprese individuali da 30 a 1.548 euro (il riferimento è l’articolo 2194 del codice civile). Per le imprese che dopo la scadenza del termine risulteranno prive di domicilio digitale, oltre al pagamento della sanzione amministrativa, è prevista l’assegnazione d’ufficio.

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