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Riforma delle pensioni 2021. Quale è la direzione del Governo e quali le novità?


In occasione dell’incontro tenutosi il 14 ottobre 2020, il Governo ha dato il via al programma per la riforma delle pensioni. Si è, a tal uopo, aperto un tavolo di confronto con i sindacati per cercare di definire la questione delle pensioni anticipate. Quindi, vediamo quale sarà la riforma delle pensioni 2021. Quale è la direzione del Governo e quali le novità? Il cantiere della riforma ha iniziato il suo iter, che porterà al nuovo assetto previdenziale, già a partire dal prossimo anno. I punti salienti della riforma riguardano: le modalità di superamento della pensione Quota 100, la proroga sia dell’Ape sociale che dell’Opzione Donna. Inoltre, oggetto di esame è anche l’intenzione di estendere Quota 41 ai lavoratoti fragili, maggiormente esposti ai rischi del Coronavirus. Ancora, centrale aspetto del dibattito riguarda il sistema delle pensioni anticipate. In altri termini, l’obiettivo è quello di estendere il sistema che permette ai lavoratori di decidere quando uscire dal mondo del lavoro. La finalità principale di rivisitazione del sistema appena indicato, è quello di adeguare il sistema italiano a quello degli altri Paesi europei. Infatti, in questi ultimi, vi è un accesso alla pensione antecedente e molto più agevole.

Le ultime novità

Guardiamo, quindi, più nel dettaglio, la riforma delle pensioni 2021. Quale è la direzione del Governo e quali le novità? Sul tavolo di confronto Governo-sindacati, ci sono: Ape Sociale, Opzione Donna, ampliamento Quota 41, contratti di espansione, pensioni integrative e doppia flessibilità in uscita. Per quest’ultima si intende l’uscita anticipata a 62 o 63 anni, con 36 o 37 anni di contributi, con una distinzione. Cioè: abbiamo una flessibilità secca per coloro che svolgono lavori più gravosi o usuranti. Invece, per gli altri, la soglia minima di uscita salirebbe a 64 anni d’età e almeno 37 o 38 anni di contribuzione. Comunque, al momento, il dato certo è che Opzione donna e Ape Sociale saranno prorogate anche nel 2021, come stabilito nella Legge di bilancio 2021. Ma vediamo le maggiori novità su cosa vertono.

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Più flessibilità in uscita

L’obiettivo della riforma pensioni 2021-22 è quello di garantire un’adeguata flessibilità di uscita dal mondo del lavoro, introducendo anche meccanismi di premialità per le donne. Come anticipato, si pensa all’introduzione di una doppia flessibilità in uscita, che consentirebbe di uscire da lavoro in modo anticipato secondo queste regole:

1) pensione a 62-63 anni per alcune categorie di lavoratori con attività lavorative molto gravose o usuranti, che abbiano maturato almeno 36-37 anni di contributi, senza grandi penalità.

2) pensione a 64 anni per tutti gli altri lavoratori e lavoratrici con almeno 37-38 anni di contribuzione maturata. In questo caso, ci sarebbero maggiori penalizzazioni sull’assegno, dovute al calcolo contributivo per ogni anno di anticipo sui 67 anni di età previsti per la pensione ordinaria.

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