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Con quanti euro di debiti si rischia il pignoramento della casa del cattivo pagatore


Quando si hanno dei debiti, si teme sempre che possa giungere un’azione esecutiva a danno del conto corrente, dei beni immobili o della casa. Che si tratti dell’Agenzia delle Entrate o di un privato che differenze ci sono? Con quanti euro di debiti si rischia il pignoramento della casa del cattivo pagatore? In questa breve guida, gli Esperti di ProiezionidiBorsa illustreranno gli aspetti principali per rispondere all’interrogativo iniziale.

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Quale deve essere la portata di un debito perché scatti l’azione di pignoramento di un immobile di proprietà del debitore? Quando si corre il rischio di non avere più un tetto sotto la testa? In prima battuta è bene sapere chi può avviare un’azione di pignoramento dell’immobile in caso di debiti insoluti. Ebbene, sono molti i creditori che possono rivalersi su un immobile per il saldo dei debiti: la banca, l’Agenzia delle Entrate, un privato, la finanziaria. Insomma, l’elenco dei possibili creditori che potrebbero agire in tale maniera è piuttosto lungo. L’unico limite ad un pignoramento simile riguarda la situazione in cui si tratti della prima casa, per meglio dire, dell’unica casa che il debitore possiede.

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Ciò significa che le condizioni di pignorabilità impongono dei limiti all’azione esecutiva nei riguardi della prima casa. A tal proposito, vien da chiedersi se esista un limite che riguarda propriamente la portata del debito stesso. Dunque, con quanti euro di debiti si rischia il pignoramento della casa del cattivo pagatore? Qui è opportuno porre una distinzione tra i debiti che si contraggono con il Fisco e quelli che invece riguardano un privato.

Con quanti euro di debiti si rischia il pignoramento della casa del cattivo pagatore?

Nel caso dell’Agenzia delle Entrate Riscossione l’attuale normativa prevede che il pignoramento della casa possa avvenire con un debito di almeno 120 mila euro. Tale azione, però, avviene se il valore complessivo degli immobili del debitore supera i 120 mila euro. Inoltre, la condizione di pignoramento prevede l’invio di un un preavviso di ipoteca 30 giorni prima dell’ipoteca stessa. Questo è quanto disciplina l’art. 50 del D.P.R. n. 602/1973. Tali limitazioni fanno intuire che se si hanno dei debiti con il Fisco, il pignoramento della casa avviene quando l’ammanco è piuttosto corposo.

Differente è la situazione dei creditori privati: banca, condominio, finanziaria ex coniuge o simili. In questo caso non esistono limiti legati a cifre, ma è utile valutare l’efficacia dell’azione di pignoramento in alcuni casi.

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