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Caso Gregoretti, pm risollecita archiviazione per Salvini, la difesa chiede audizione Lamorgese



procura di catania

In aula c’è anche l’ex ministro che non ha rilasciato dichiarazioni entrando al Palazzo di Giustizia

Gregoretti, Salvini a processo a Catania

In aula c’è anche l’ex ministro che non ha rilasciato dichiarazioni entrando al Palazzo di Giustizia

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La Procura di Catania ha nuovamente richiesto, come aveva fatto nella prima fase del procedimento, l’archiviazione di Matteo Salvini dall’accusa di sequestro di persona per la gestione dello sbarco di 131 migranti dalla nave Gregoretti del luglio 2019. In aula, per l’accusa, è presente il sostituto procuratore Andreas Bonomo e c’è anche l’ex ministro, che non ha rilasciato dichiarazioni entrando al Palazzo di Giustizia. L’avvocato di Salvini Giulia Buongiorno ha chiesto di chiamare in audizione l’attuale ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. Il gup Nunzio Sarpietro si è ritirato in camera di consiglio per decidere su richieste probatorie.

Chiesta audizione della ministra Lamorgese

Come riferiscono fonti della Lega, la difesa di Matteo Salvini ha chiesto il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste sul caso Gregoretti e un’eventuale audizione dell’attuale ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. La richiesta di audizione del ministro è stata avanzata per sollecitare un approfondimento probatorio da parte del giudice per accertare se le procedure di sbarco indicate nel capo di imputazione sono le stesse seguite tuttora dal governo Conte. Il Gup di Catania Nunzio Sarpietro si è ritirato in camera di consiglio per decidere su richieste probatorie. Prima il Gup aveva invitato le parti a concludere brevemente in attesa di decidere sulle richieste probatorie che sono state avanzate, riservandosi di dare nuovamente la parola alle parti dopo la sua decisione sulle richieste probatorie. In aula a Catania è presente l’avvocato Giulia Bongiorno, mentre l’accusa è rappresentata dal sostituto procuratore Andrea Bonomo. In aula è presente anche l’avvocato Massimo Ferrante che rappresenta quattro delle parti lesi individuate nel procedimento: una coppia di nigeriani e i loro due figli di 10 e 6 anni, che sono fatti sbarcare dopo meno di 24 ore dalla nave della Guardia costiera.

Cosa rischia il leader della Lega

L’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini rischia fino a un massimo di 15 anni per sequestro di persona nei confronti dei 131 migranti che rimasero quatto giorni sulla nave militare italiana Gregoretti, prima di poter sbarcare il 31 luglio 2019. il giudice per le indagini preliminari dovrà decidere se prosciogliere o rinviare a giudizio l’ex vicepremier per un’accusa che la procura catanese ha chiesto di archiviare ma che il tribunale dei ministri ha sostenuto. Fino al sigillo finale messo dal Senato il 12 febbraio scorso, chiedendo che il ‘capitano’ della Lega andasse a processo. Gli viene contestata la gestione degli sbarchi dalla Gregoretti a una ventina di giorni dai “pieni poteri” chiesti agli italiani come uno tsunami, la sera del 9 agosto. Salvini ha sottolineato come che la sua vicenda potrebbe essere un brutto precedente: «Non so se è la prima volta che in Europa che un ex ministro è processo non per reati economici, ma per un’azione di governo». Invocando quindi «una riflessione su qual è il confine tra l’azione di governo e quella della magistratura».

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